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PASQUALE
CREAZZO |
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(Cinquefrondi
1875-1963) |
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Autodidatta
e "poeta del comunismo rivoluzionario", fu
constantemente sorvegliato dai governi prima e durante il
fascismo, quale alfiere del socialismo, cominciando dagli anni
giovanili a conoscere il carcere politico. Fu la voce e la guida
nella Piana, della cultura contadina analfabeta, arcaica, dei
poveri soggetti agli strumenti della superstizione.
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Collaboṛ a numerosi quotidiani e periodici
quali: "La Luce"; "Calabria Rossa";
"Risurrezione"; "Corriere di Calabria";
"Le Tre Calabrie"; "Fiamma Rossa";
"Calabria Avanti"; "Il Risorgimento";
"La Nuova Palmi"; "La Falce"; "Il
Sempre Avanti"; "L'Azione Calabrese"; "Il
Corriere di Terra Nostra"; "L'Araldo";
"Germinal"; "La Gazzetta di Messina";
"Il Proletario"; "Cultura Regionale"; "Nosside";
"Calabria d'oggi"; "Albori"; "La
Piccozza"...
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I suoi scritti, particolarmente i numerosi
inediti, rivelano l'impegno, la ricerca minuziosa e lo studio
della storia, dell'archeologia, della etnografia, della
letteratura e della cultura calabrese.
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Tra le sue opere si ricordano: Il
terremoto del 1908 - Episodio di Cinquefrondi (Palmi, 1934);
Su la Divina Commedia (Cinquefrondi, 1929); La zappa e
la sciabola con aggiunta la Guerra (Palmi, 1957); Giovanni
Conia, Poesie complete (Reggio Calabria, 1929); Poesie
dialettali - 1906/1936 (Oppido Mamertina, 1979); Antologia
dialettale (Cosenza, 1981).
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Note biografiche
e foto sono tratte da: Pasquale Creazzo, Cronistoria di
Cinquefrondi, Polistena 1989
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